Archive for Settembre, 2007

Nuovo negozio ad Akiba di Softmap

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Questa news è comparsa su Akihabaranews.com, e ci mostra un punto vendita dove DOBBIAMO assolutamente passare quando siamo giù.

Sofmap è una delle catene di elettronica più grosse di Tokyo.

Guardate le foto e stupitevi. (quando si dice che una foto vale più di mille parole)

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Le pubblicita’ giapponesi (5)

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Ancora pubblicità, sempre pubblicità, ancora di più :-)




Mangiare a Tokyo

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Bene, immaginate di essere a Tokyo e di avere fame! Cosa mettete sotto i denti? Le scelte ci sono, e i ristoranti sono facili da trovare. Prima di tutto, cosa volete mangiare? Cucina giapponese? Occidentale? Indecifrabile? Dato che siamo in Giappone, consiglierei la cucina giapponese. Comunque ce n’è per tutti i gusti. Ma… dove conviene andare?

Prima categoria: I ristoranti degli hotel.
Qui sarete di certo riveriti in tutto e per tutto, i camerieri capiscono l’inglese, i menù sono scritti in inglese… il problema è che costano un occhio della testa. Nel ristorante giapponese all’interno del Keio Plaza, un pranzo parte da circa 100 euro.

Seconda categoria: I ristoranti specializzati.
E’ molto fiorente in Giappone l’attivita’ di ristoranti dediti a un’unica tipologia di piatto. Ristoranti che fanno solo ramen, ristoranti che fanno solo sushi, ristoranti che fanno solo cotolette di maiale, ecc…
All’interno del piatto poi ci sono miriadi di varianti. Per esempio il ramen può essere a base di brodo di soya, di miso o di sale. Avere in più la carne, oppure le alghe, oppure l’uovo, ecc… La cotoletta di maiale si può differenziare a seconda dei tagli della carne, o dalle dimensioni (piccolo, medio e grande) o essere servita in Katsudon.
Innanzitutto c’è da dire che in questi ristoranti monopiatto in realtà viene servito un set di cibi. Così ordinando una cotoletta di maiale, la vedrete comunque accompagnata da insalata di cavolo e ciotola di riso fumante (e magari una tazza con misoshiru). Il prezzo per questo set si aggira fra i 900 e i 1200 yen.
Una cosa particolare è che in molti ristoranti di questo tipo si paga in anticipo. All’ingresso si trova un distributore di biglietti: basta inserire i soldi e premere sul tasto corrispondente al cibo che volete, e dalla macchinetta uscirà un biglietto con l’ordinazione da consegnare al banco. Ovviamente sui tasti ci sono scritti i nomi solo in giapponese, state attenti!
I ristoranti che invece non hanno questa diavoleria hanno invece in genere un menù fotografico, in modo da poter vedere ciò che si sta ordinando. E nel caso ordinarlo col dito al cameriere, se non si sa spiccicare una parola di giapponese. Se quello poi vi chiede di che taglia volete il maiale e voi non sapete rispondere… il menù è abbastanza intuitivo visto che segnala i tre prezzi sotto ogni pietanza. Indicate bene!
Alcuni ristoranti (non tutti) hanno anche una vetrina con riproduzioni in cera dei cibi che poi vengono serviti. Può sembrare molto utile per chi non conosce la lingua, ma in realtà spesse volte l’aspetto è ingannatorio rispetto al contenuto ;-)

Terza categoria: ristoranti a menù misto.
In realtà sono la maggioranza. Trovare i ristoranti sarebbe la cosa più facile del mondo, perchè ce ne sono a ogni angolo. Però magari delle volte può capitare di trovarsi in una zona poco conosciuta e non sapere dove cercare da mangiare (a me è successo a Kyoto). La soluzione è semplice: nei Grandi Magazzini. In Giappone i Grandi Magazzini occupano sempre svariati piani, ma soprattutto ospitano sempre ristoranti (o all’ultimo piano, o al piano interrato). In genere questi ristoranti offronto un set tutto compreso, oppure un piatto unico che vale per tre (tipo l’okonomiyaki). I prezzi si aggirano sui 1500-2000 yen a set.

Quarta categoria: catene e family restaurant.
In Giappone esistono diverse catene di ristoranti che offrono cibo nazionale apoco prezzo. La più famosa è Watami. Dagli udon ai ramen, dalle crocchette al sushi, dal granchio alle zuppe: c’è tutto. E costa pochissimo (il piatto più caro è sui 500 yen). Watami è anche la salvezza del turista: è uno dei pochi ristoranti ad essere apertofino a notte fonda, anche fino alle 4 di notte. Un’altra catena è Jonathan’s, che offrirebbe in teoria cibo americano, ma in realtà ha un sacco di piatti locali. Anche qui i prezzi sono modici, però i ristoranti in genere sono aperti solo per il pranzo. Alcuni però tengono aperto tutto il giorno.

Quinta categoria: fast food.
Se proprio non vi piace il cibo giapponese e volete qualcosa di occidentale, c’è il McDonald. Ma il
Giappone è pieno di altre catene di fast food: io consiglio Wendy’s o il Lotteria. Ad ogni modo esitono degli hamburger locali, come quello ai gamberetti. Una delizia.

Sesta categoria: la colazione.
Starbucks. Semplicemente l’unica catena che fa il cappuccino come si fa in Italia. Non ci sono storie, è la salvezza del turista. Poi vendono anche brioches varie, frappè, frullati e quant’altro. Del cappuccino esistono 3 taglie (short, tall e grande) e se dopo avere fatto l’ordinazione la cameriera vi fa una domanda strana, vi sta chiedendo se vi fermate a mangiare nel locale, o se desiderate portare via quanto ordinato. Nel caso i bicchieri di cartone verranno forniti di tappi ermetici.

Penso di avere scritto tutto. Se ci sono curiosità posso intervenire nuovamente sull’argomento. :-)

Guida all’alimentazione delle apparecchiature

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Dopo che un amico mi ha fatto una domanda in MSN ho deciso di scrivere due righe anche sul tipo di alimentazione e sulle periferiche necessarie per ricaricare i nostri PC, cellulari, PSP, IPOD (magari questo no io li odio a morte), e perchè no i rasoi elettrici a batteria.

Facciamo subito la premessa, in Giappone la tensione della rete elettrica è di 110V a 60hz contro la nostra che è una 220V a 50hz, se per caso colleghiamo una periferica solo 220V a una delle loro spine, beh avremmo un bel fumo grigio in mezzo alla stanza, e un apparecchio in meno da usare e ricaricare.

Negli ultimi tempi si sono diffusi caricabatterie e alimentatori switching in grado di funzionare indistintamente senza nessun problema in tutto il pianeta, basta avere l’adattatore del connettore.

in questa foto vedere uno dei più diffusi caricabatterie d’Italia, ovvero Nokia (ha una penetrazione di mercato diciamo impressionante in Italia e non solo qui), so che la foto fa schifo ma ho fatto quello che potevo visto che la macchina fotografica non aveva ne la funzione macro ne un’ottica decente. Come potete notare la tensione utilizzata da questo apparecchio è solo di 230V a 50Hz (anche se usiamo i 220 in Italia, un alimentatore a 230 funziona lo stesso).
Ne consegue che nel momento stesso in cui riusciamo a infilare questo caricabatterie in una delle spine in giappone, salta e bellamente (a meno che il luogo dove si soggiorna non fornisce entrambe le tensioni di alimentazione, e no il Keio Plaza da solo i 110V).

Al contrario come potete notare, invece i caricabatterie dei portatili sono universali, come potete notare in ingresso accetta tensioni da 100V a 240V in corrente alternata e con frequenze di 50 e 60Hz. (se cliccate sull’immagine potete vederne una versione ingrandita).

Dopo aver appurato che l’alimentatore/caricabatterie/quellochevipare è compatibile con la tensione di alimentazione giapponese, dovete procurarvi un adattatore per la spina stessa, in quanto in Giappone usano le spine a due contatti con le lamelle piatte. Lo potete trovare nei migliori negozi di elettrodomestici, dagli eletricisti, in aereoporto, e al negozio di elettronica di fianco all’albergo (grazie Garion ;-) ). Ricordatevi di prendere un adattatore con 3 buchi di ingresso (lo so che è brutto scriverlo così ma come faccio a spiegarlo facilmente?), in Italia abbiamo oltre ai due contatti per la corrente anche la messa a terra (che non c’è in Giappone), però molto spesso in commerco si trovano solo quelli a due e si rimane fregati con gli alimentatori veramente a norma (non fate come ho fatto io che mi sono fidato di quello che mi hanno procurato prima di partire e che ovviamente non permetteva di far andare il caricabatterie del portatile) .

Se vi interessa potete trovare l’adattatore per le spine sul sito della Lindy e precisamente quello illustrato nella foto qui sotto:

Ricordatevi che questi adattatori non trasformano il vostro alimentatore/caricabatterie in universale, adattano esclusivamente la spina. Dovete dotarvi di un trasformatore di tensione per poter usare un alimentatore in Giappone che non sia universale, oppure nel caso dei carica batterie dei cellulari, fate prima e vi costa meno prenderne uno nuovo con questa caratteristica.

Prossimamente su questo blog

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Per tutti voi che avrete la sfortuna di venire con il sottoscritto a Tokyo il prossimo aprile, dedico qualche piccola pagina del mio diario per prepararvi a quello che vi aspetta in quella che viene definita come una delle più grandi metropoli del pianeta.

Tokyo è una città fantastica, ma bisogna imparare tante cose tra cui:

- come muoversi in città e con cosa (questo articolo e quello sotto in neretto sono stati uniti tra loro)
- Shinjuku la nostra base operativa
- Akiba (Akihabara Electronic Town, solo il nome dice tutto vero?)
- Nakano e Shibuya
- Il meraviglioso parco di Ueno
- arrivare Tokyo e con chi, costi e mezzi
- Come utilizzare i nostri apparecchi elettronici a Tokyo

altri articoli si aggiungeranno via via, in questa che spero sia una specie di guida che vi aiuterà a non trovarvi impreparati in questa nostra nuova, grande avventura.

Aggiunti degli argomenti.

Keio Plaza Hotel, ancora news

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A distanza di quasi sei mesi dal nostro viaggio a Tokyo e a sei mesi dal nostro ritorno a Tokyo torno a scrivere qualche riga su questo albergo. Per noi italiani gli alberghi sono quelli che utiliziamo durante le ferie, di solito sono edifici di un 3-4 piani con un 30-40 camere, i migliori alberghi hanno anche un buon serivizo in camera tutto quello che gli va dietro.

Quando siamo arrivati all’albergo siamo rimasti un pò spaesati, è quello che di solito si vede nei grandi film americani, una grande hall con una diecina di fattorini, un ingresso dove consegnare i cappotti o le giacche con i capelli, ecc. ecc.

Esteriormente è un albergo assolutamente mostruoso, formato da due torri (tutto costruito con sistemi antisismici come detto in una delle prime notizie del blog), una da 47 piani e l’altra da 34, conta qualcosa come 1450 camere, tutte dotate di ogni confort, dalla TV in camera alla connessione internet, un minifrigobar, una macchina per il te.

Il frigo bar è accessoriato di tutto punto, ovvero leggi che è pieno di ogni genere di bevanda non alcolica, il listino prezzi è presente sul frigo stesso, mentre la macchinetta per il te è in uso completamente gratuito, basta acquistare il the in uno dei convenience store presenti in città.

Keio Plaza

Quando si arriva all’albergo si nota, oltre alla sua maestosità anche una decina di ingressi, infatti l’albergo essendo usato per fare anche congressi è in grado di gestire un gran numero di utenti contemporaneamente.

Quando si fa il check-in si viene accompagnati da un fattorino alla prima operatrice libera, e nel giro di 2 minuti si viene registrati e si hanno le chiavi elettroniche che aprono la porta della camera. Si le chiavi sono tipo carte di credito, basta appoggiarle alla porta e questa si apre. Dopo la registrazione veniamo accompagnati da un fattorino alla nostra camera (sembrava di essere in un film), che ci illustra il funzionamento di tutto quanto, e le uscite di sicurezza.

Iniziamo con l’esplorare la nostra camera, enormi finestroni chiusi da tende senza nessun tipo di tapparella, nessun albergo ne ha, se ci si dimentica di chiudere le tende al mattino si viene svegliati dal sole. La vista è impressionante come potete vedere in questa foto. La camera è dotata di aria condizionata, di moquette pulitissima, sino all’inverosimile, non si vede un granello di polvere nemmeno a pagarlo, i letti sono enormi a una piazza e mezza, morbidi e anche in questo caso tutto perfetto (i nostri pigiami non sono compresi nella camera ;-) ). La scrivania presenta i necessari collegamenti per la connessione internet a 10mb offerta gratuitamente a tutti gli ospiti dell’albergo, per la configurazione di un portatile vi rimando a un prossimo articolo, e presenta anche le spine di alimentazione per le nostre apparecchiature. I collegamenti elettrici avvengono alla tensione di 110V quindi assicuratevi di avere i necessari adattatori prima di collegare qualsiasi cosa a queste spine. Di norma tutti gli ultimi alimentatori per cellulari e portatili sono universali e cambiano la tensione a seconda della bisogna.

In ogni camera è presente un TV dove possiamo finalmente godere delle trasmissioni giapponesi, alcune di queste sono veramente trash, ma roba incredibile, e le pubblicità ancora di più, e ovviamente abbiamo i nostri anime, trasmessi al mattino in chiaro su tv come Fuji TV. Purtroppo non abbiamo WoWoW TV in quanto facente parte del pacchetto a pagamento di Sky Perfect, quindi ci si scordano tutte le ultime novità (purtroppo).

Mappa dell’albergo

Questa è la mappa dell’albergo (accessibile sul sito dell’albergo stesso www.keioplaza.com) , abbiamo la presenza di una diecina di ristoranti, un convenience store (una specie di minimarket aperto 24 ore su 24, cosa molto diffusa in Giappone) dove possiamo acquistare praticamente di tutto. Oltre alle sale per banchetti e altro, abbiamo anche una piscina (accessibile solo in estate) e una palestra incluse gratuitamente nel costo della camera.

L’accessibilità dell’albergo è ottima, si trova a meno di trecento metri dalla Shinjuku-Station, e a meno di 10 metri dalla Toei Oedo. Per arrivare alla Shinjuku-Station possiamo anche usare la subway, utilissima in caso di pioggia ;-) .

Gli ascensori sono velocissimi, sembra di entrare in un razzo e non ci si accorge nemmeno della velocità che assumono trasportandoci, per arrivare alla nostra camera che stava al 18o piano, ci mettavamo meno di 30 secondi (il Garion ci metteva di più ma stava al 34o) . Al contrario dei nostri ascensori, per tenere aperte le porte bisogna tenere premuto il corrispondente tasto all’interno, altrimenti le porte si chiudono. Lo stesso vale per tutti gli ascensori presenti a Tokyo. Alcuni ascensori vogliono che venga premuto anche un tasto per chiudere le porte altrimenti non si muove.

Una cosa che per noi italiani è molto strana è il fatto che ogni mattina lavorativa ci trovavamo gratuitamente l’Herald Tribune gratis sulla porta, in una versione stampata appositamente per il Giappone.