A distanza di un mese esatto eccomi di nuovo a scrivere della nostra avventura.
Domenica 6 Aprile, una bella giornata, niente pioggia (quella la avremo più avanti), poco vento, insomma la giornata ideale per girare in un luogo che non si conosce.
La sveglia è per le 8, ma io e Moreno ci svegliamo come al solito alle 6.30 circa (noi più di 5-6 ore non riusciamo a dormire, è l’abitudine), prendo e mi attacco al pc per discutere con quei quattro matti ancora svegli in italia (è quasi mezzanotte da noi), e ne approfitto per dare un occhio al server di posta, ammazza quanto tira in giappone…. qui da noi per mandare un messaggio ci mette 30 secondi, li non faccio in tempo a premere invio che il messaggio è già a destinazione… mi piacerebbe portarmi via le loro linee ma caliamo un velo pietoso.
Gira che ti rigira arriva l’ora dell’appuntamento con tutti gli altri (e se mi ricordo bene qualcuno è in ritardo… quello stesso qualcuno con cui parlerò di ufo nel viaggio di ritorno). Dopo aver ostiato in 20 lingue diverse finalmente arriva anche il ritardatario, e si prende e si va a fare colazione, si opta per uno starbucks, anche qui meglio calare un velo pietosissimo su quello che servono a livello di caffè e capuccino, ma lascio parlare gli altri di questo, visto che io non faccio mai colazione (grazie al cielo).
Ora ci si dirige verso Shinjuku Station, con l’intento di mostrare ai novellini il modo di fare i biglietti e di prendere un treno, cosa che scopriranno essere molto più semplice di quello che si immaginino, a patto di avere sempre con se una cartina con i nomi delle fermate in romanji e in Kanji (oppure che sappiate leggere i nomi delle stazioni sui cartelloni, e a questo giro mi ero preparato, le stazioni principali le sapevo leggere).
Dopo il momento di spiegazione, il gruppo si divide, una parte va non mi ricordo dove (sorry ma memoria zero a dovermi ricordare tutto), mentre noi andiamo allo Shinjuku Gyoen National Garden, luogo che molte guide mi indicano essere il parco più bello di tutta Tokyo, e hanno ragione.
E’ la prima volta che ci vado, non ho la minima idea di dove si trovi se non nella posizione indicata nella mappa in mio possesso, però come un fido piccione viaggiatore mi dirigo alla zona indicata, considerando quanto è grosso il parco è praticamente impossibile che lo manchi. Quindi ci giriamo intorno e arrivamo a Sendagaya Gate (praticamente dalla parte opporta del parco, e come scoprirò al ritorno, l’ingresso principale stava più o meno a 100 metri dalla stazione di shinjuku da dove siamo partiti (south Exit)).
L’ingresso al parco è a pagamento, ma sono 200 yen veramente ben spesi. Il parco è qualcosa di incredibile, magnifico, curatissimo, pulitissimo. Siamo nel periodo migliore, si festeggia infatti la festa dei ciliegi. Ci sono miriadi di giapponesi a fare fotografie (e noi siamo a seguire con Moreno che ha fatto ben 362 fotografie, e si le stò caricando un pò per volta sulla gallery, forse domani quelle del parco sono tutte on line), ma cosa che ci lascerà a bocca veramente aperta, sarà l’impressione di trovarsi in mezzo a un anime quando scopriremo centinaia di persone accampate sotto i ciliegi per fare un pic-nic. Avete presente che in alcune puntate di Lamù si vedono spesso sequenze di gente che mangia sotto i ciliegi, fa festa ecc ecc? bene noi la abbiamo vissuta di prima persona. La cosa incredibile è che anche dopo aver fatto il pic-nic il parco E’ PULITO, visto che si portano a casa la spazzautra, esattamente come da noi, con la differenza che prima di fare un pic-nic in italia è meglio farsi un pò di vacinazioni…
Non ci accorgiamo e passiamo qualcosa come 4 ore al parco (che tra le altre cose è veramente immenso), ora è il momento di spostarci nella nostra seconda meta del giorno: AKIHABARA
La scelta di andare ad Akiba la domenica è dovuta al fatto che le strade sono chiuse al traffico, la gente è ammassata per strada, cosplay sparsi ovunque (se guardate la gallery ho già caricato tutto quello che abbiamo fotografato, a un certo punto ci abbiamo rinunciato, troppa troppa gente, io ho fatto si e no qualche minuto di ripresa li invece del preventivato di oltre due ore).
I ragazzi decidono che hanno fame e vogliono andare a mangiare, quindi ci si rincontra tutti alle 15 al palazzo della Kotobukya (noi mangiamo una volta sola al giorno, non avevamo fame, anche perchè eravamo talmente presi a girare che non ci si accorgeva nemmeno del tempo che passava).
Io e Moreno iniziamo a girare Akiba, che già conoscevamo, e iniziamo la nostra maratona entra ed esci da ogni negozio, unico modo di vedere tutto quello che c’è veramente. Un tipo mi distrugge tutti e due i timpani per farmi capire che hanno delle offerte speciali sui dvd anime, non me lo faccio ripetere due volte entro e acchiappo subito un paio di cosine, scontate del 20% e via (Chappy e i dvd di Mai Otome Zwei con le figure).
Andiamo avanti così sino al momento dell’appuntamento, al ritorno decidiamo che è ora di farci veramente male, e quindi andiamo all’eplorazione del palazzo della Kotobukya, con dentro anche KBooks, la Volks e almeno altri 3 grossi distributori, ci rimaniamo quasi tutta la giornata, anche perchè ci vuole parecchio tempo per visitarlo tutto quanto attentamente, al secondo piano ci perdiamo l’Elfo per strada, che si è fermato a vedere un manga come scopriremo dopo, dopo averlo aspettato 5 minuti lo pianto li e continuiamo il giro. Le borse iniziano a farsi pesanti, e dopo aver girato come delle trottole, decidiamo di tornare in albergo (e l’Elfo ancora non si trova).
Benediciamo il cielo di essere tornati in albergo e decidiamo dove andare a pappa, i ragazzi vanno da watami e noi decidiamo di voler provare una pizza giapponese, invero molto buona.
Ora ci aspetta il letto (gli altri se non ricordo male hanno navigato ancora sino alle 2 ora locale), domani ci tocca Nakano Broadway e il Ghibli Museum.